Ieri sera, durante il viaggio in treno da Bologna a Cremona, ho letto lo Speciale Nathan Never n.160, intitolato "Terrore senza nome". Il fumetto mi è piaciuto, come non mi succedeva da tempo leggendo Nathan. Una storia che miscela in modo originale elementi desunti da certa tradizione horror, temi non consueti per la serie di fantascienza di casa Bonelli. A parer mio, i disegni sono efficaci (Paolo di Clemente) e la sceneggiatura ottima (Stefano Vietti).
Che c'entra tutto questo con Santa Lucia?
Nella storia si parla anche delle memorie di un bambino di otto anni, ricordi tristissimi, in verità. Tanto è bastato, però, in associazione alla vigilia del 13 dicembre, per proiettare la mia mente su alcuni ricordi, bellissimi e ormai lontani, di quando era un bambino e aspettavo anch'io Santa Lucia.
Dalle mie parti, la notte fra il 12 e il 13 dicembre, giorno in cui si ricorda appunto Santa Lucia, è tradizionalmente l'occasione in cui i bambini ricevono regali dai propri genitori.
Mi ricordo delle mie perplessità sulla modalità in cui sarebbe avvenuta la consegna dei regali: come poteva la santa arrivare con l'asinello salendo le scale del condominio in cui abitavo, su fino al terzo piano? E chi le apriva la porta? I miei inventavano mille giustificazioni.
Andavo a dormire pieno di trepidazione, pensando che quella notte non mi sarei addormentato e finalmente avrei soddisfatto la mia curiosità.
Il sonno sopraggiungeva poco dopo, perfetto come lo è quello di un bambino.
Al mattino saltavo fuori dal letto, correvo in corridoio, aprivo la porta del soggiorno, con i miei alle spalle, e...
Che spettacolo! I regali erano ben disposti sul tavolo grande e c'erano festoni dorati che li impreziosivano. C'era la scatola di Lego spaziale che aspettavo da un anno, della quale conoscevo già a memoria i pezzi per averla scrutata fino a consumarla nelle minuscole foto del catalogo. Una scatola enorme! Mi ricordo ancora il suo codice, LL928 (e, facendo una "ricerca per immagini" sul web, pare proprio che siamo parecchi ad averla apprezzata). Poi c'erano sempre alcune sorprese e dei dolci, soprattutto i pasticcini panna, che adoro.

Ieri sera, salendo le scale, dopo il viaggio in treno, ho visto sullo zerbino dei vicini un mazzo di rametti, lasciati lì dalla loro bambina per l'asinello di Santa Lucia. Ero contento per lei: buona Santa Lucia!